Skincare biologica certificata · Spedizione gratuita in Italia sopra i 30€

Iscriviti alla newsletter · 15% di sconto sul primo ordine

Perché la stanchezza si vede prima negli occhi

Ci sono mattine in cui il viso allo specchio sembra in ordine ovunque tranne che intorno agli occhi. La palpebra pesa un po’ di più, l’ombra sottostante è più marcata, e lo sguardo racconta una stanchezza che il resto del volto ancora non mostra.

Ha una spiegazione precisa, e riguarda il modo in cui è costruita quella porzione di viso, che non somiglia a nessun’altra né per spessore né per struttura. È anche la ragione per cui, quando cambiano gli orari e le ore di luce si accorciano, il primo posto in cui il cambiamento diventa visibile è quasi sempre questo.

Vale la pena guardarlo da vicino: sapere per quale motivo reagisce prima aiuta a capire anche che cosa chiede.

Una pelle costruita diversamente

La pelle della palpebra e della zona immediatamente sottostante è la più sottile dell’intero corpo: si misura in decimi di millimetro, mentre su guance e fronte lo spessore è diverse volte superiore.

A questa sottigliezza si aggiunge una seconda caratteristica. Le ghiandole sebacee, che altrove producono i lipidi del film idrolipidico, qui sono poche e piccole. Il velo protettivo che trattiene l’acqua è quindi più leggero, e la conseguenza è immediata: la zona perde umidità più rapidamente e si secca prima del resto del viso, spesso quando ancora non ce ne accorgiamo.

C’è poi una terza differenza, meno visibile ma decisiva. Sotto quella pelle il tessuto adiposo è quasi assente e il connettivo è particolarmente lasso. È uno spazio morbido, poco compartimentato, in cui i liquidi si muovono con facilità.

Perché l’acqua si ferma proprio lì

Durante la notte il corpo resta a lungo in posizione orizzontale e la distribuzione dei liquidi cambia. Il drenaggio linfatico della zona perioculare rallenta, e in un tessuto così cedevole basta poco perché una piccola quantità di liquido si accumuli.

È la ragione per cui il gonfiore del mattino tende ad attenuarsi nell’arco di un paio d’ore: quando torniamo in posizione eretta e ricominciamo a muoverci, il drenaggio riprende. Una cena ricca di sale o poche ore di sonno possono renderlo più marcato, così come un periodo di allergia, ma il meccanismo resta lo stesso.

Le occhiaie non hanno tutte la stessa origine

In dermatologia si distinguono di solito tre situazioni diverse, che spesso convivono nella stessa persona.

La prima è vascolare. Sotto la pelle sottile corre una rete di capillari molto fitta, e quando il sangue vi ristagna il colore traspare in superficie con una tonalità che va dal bluastro al violaceo. È il tipo di occhiaia che cambia da un giorno all’altro, e che il sonno modifica davvero.

La seconda è pigmentaria: un accumulo di melanina nella zona, più frequente nelle carnagioni mediterranee e in quelle scure, che ha un colore più bruno e una stabilità nel tempo molto maggiore.

La terza è strutturale. Con gli anni il volume nella zona sotto l’occhio si riduce e il solco che separa la palpebra dalla guancia diventa più marcato. Quello che si vede allora è un’ombra proiettata, che cambia con l’inclinazione della luce. Ed è anche il motivo per cui a settembre, quando il sole si abbassa e la luce diventa più radente, molte persone notano un peggioramento che in realtà è un cambio di illuminazione.

Un muscolo che non si ferma mai

Attorno all’occhio corre l’orbicolare, un muscolo circolare che lavora senza sosta. Ammiccando chiudiamo le palpebre più di diecimila volte al giorno, e a questo si aggiunge tutta la mimica: leggere, sorridere, socchiudere gli occhi contro la luce o davanti a uno schermo.

Nessun’altra area del viso è sottoposta a una sollecitazione meccanica paragonabile, e la pelle che riveste quel muscolo è, come abbiamo visto, la più sottile che abbiamo. Le prime linee sottili compaiono qui per una questione di aritmetica, prima ancora che di età.

Quando si dorme poco, si vede

Che la stanchezza si legga sul viso non è soltanto un’impressione soggettiva. In uno studio condotto a Stoccolma, alcune persone sono state fotografate in due condizioni, dopo una notte di sonno regolare e dopo una notte di privazione, e le immagini sono state valutate da osservatori che non sapevano nulla dell’esperimento. Tra i segni riconosciuti con maggiore costanza nelle foto scattate dopo la privazione di sonno figurano le palpebre più pesanti, il rossore oculare e le occhiaie più evidenti.

Il rapporto tra riposo e pelle meriterebbe un discorso a parte, molto più ampio di queste righe. Qui basta registrare un punto: quando il sonno manca, il viso lo comunica prima di tutto attraverso gli occhi.

Che cosa chiede questa zona

Da queste caratteristiche discendono alcune conseguenze pratiche, tutte piuttosto semplici.

Serve poco prodotto. Una superficie sottile assorbe una quantità ridotta, e l’eccesso tende a spostarsi verso la rima palpebrale.

Serve una mano leggera. L’anulare è il dito che esercita meno pressione, e il movimento più sensato va dall’angolo interno verso l’esterno, senza tirare la pelle.

Serve soprattutto una consistenza che porti lipidi, perché è esattamente quello che questa zona produce in quantità minore rispetto al resto del viso.

Su questo terreno lavora Under Eye Revive, il balsamo concentrato per il contorno occhi. La base è oleosa, quindi restituisce alla zona la componente grassa che le manca, e la texture chiede una quantità davvero piccola: dodici millilitri corrispondono a circa settanta applicazioni.

Tra gli ingredienti in evidenza compaiono la centella asiatica, che favorisce la produzione di collagene, il camu camu, bacca amazzonica ricca di flavonoidi con azione antiossidante, il caffè verde, fonte di acido clorogenico dalle proprietà astringenti, e l’olio di semi di nocciola, ricco di tannini. Le note di rosa e petitgrain accompagnano l’applicazione senza coprirla.

Il gesto è quello descritto sopra: una piccola quantità con l’anulare, dall’interno verso l’esterno, la sera e, nelle prime settimane, anche al mattino.

In sintesi

La zona intorno agli occhi non ha niente di misterioso. È sottile, povera di ghiandole sebacee, poggia su un tessuto in cui i liquidi si muovono facilmente ed è attraversata da un muscolo che non riposa mai. Quattro condizioni che, messe insieme, spiegano perché sia il primo posto in cui un cambio di ritmo diventa visibile.

Sapere questo cambia poco nella pratica quotidiana, ma cambia lo sguardo con cui ci si osserva allo specchio la mattina. E rende più chiaro quello che ha senso chiedere a un prodotto per questa zona: non di cancellare un segno, ma di restituire a una pelle sottile ciò che da sola produce in misura minore.


Fonti

Sundelin T. et al., Cues of Fatigue: Effects of Sleep Deprivation on Facial Appearance, Sleep, 2013

Axelsson J. et al., Beauty Sleep: Experimental Study on the Perceived Health and Attractiveness of Sleep Deprived People, BMJ, 2010

Roh M.R., Chung K.Y., Infraorbital Dark Circles: Definition, Causes, and Treatment Options, Dermatologic Surgery, 2009

Post correlati

0
0
Il Tuo Carrello
Il tuo carrello è vuotoRitorna al negozio

Iscriviti alla newsletter

riceverai subito un codice sconto del 15%