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Perché le formule Inlight non hanno bisogno di conservanti

Torna spesso una domanda, e di solito arriva in questa forma: se non ci sono conservanti, come fa un prodotto a durare trentasei mesi?

La risposta ha a che fare con l’acqua, o meglio con la sua assenza. È il punto da cui parte tutto il resto: la concentrazione degli attivi, i formati contenuti, il modo in cui i prodotti vengono lavorati e persino il colore del vetro in cui vivono.

L’acqua è il motivo per cui esistono i conservanti

Una crema convenzionale è composta in larga parte da acqua. L’acqua è il mezzo in cui i microrganismi trovano le condizioni per moltiplicarsi, e per questo una formula che la contiene richiede un sistema conservante che ne garantisca la stabilità nel tempo. Non c’è nulla di anomalo: è una necessità tecnica che deriva direttamente dalla composizione.

Le formule Inlight sono interamente oleose. Non contengono acqua, e senza acqua quell’ambiente semplicemente non si forma. La stabilità del prodotto non viene aggiunta dall’esterno, deriva da come la formula è costruita.

Al centro c’è la Matrice Bio-Lipofila®, una miscela di oli botanici biologici spremuti a freddo che veicola i principi attivi nella pelle e li rende disponibili in una forma che la pelle riconosce. La pelle stessa, del resto, si difende attraverso una barriera di natura lipidica.

Ogni goccia è attivo

C’è una conseguenza diretta che si vede al momento dell’acquisto, e che a volte disorienta: i formati Inlight sono piccoli.

Un Olio Viso da 30 ml contiene circa sessanta applicazioni. Un Balsamo Notte da 45 ml ne offre circa ottanta. Un Detergente Viso da 45 ml supera le quaranta. Sono numeri che si spiegano proprio con l’assenza di acqua: quello che si acquista è la formula, non il suo diluente. Due o tre gocce bastano per il viso intero.

Un formato piccolo che dura mesi significa anche meno vetro prodotto, meno peso trasportato e meno materiale d’imballaggio per ogni applicazione effettiva. La scelta di formulazione e quella ambientale, in questo caso, coincidono.

Come nascono gli oli

 

Gli oli vengono distillati in Cornovaglia, negli stessi ambienti in cui i prodotti sono formulati. Il processo dura oltre un mese, durante il quale le preparazioni restano esposte a un intero ciclo solare e lunare.

Si lavora in piccoli lotti. È una modalità che richiede più tempo e più attenzione umana, ma consuma quantità limitate di energia e acqua rispetto a una produzione industriale continua.

Al termine delle spremiture rimane il residuo delle erbe e dei fiori. È l’unico scarto della lavorazione, e non viene smaltito: torna al compost, dove ricomincia un ciclo.

Il vetro viola non è una scelta estetica

Le boccette Inlight sono in vetro Miron violetto. Il colore ha una funzione precisa: scherma la luce ultravioletta, che è il principale fattore di degradazione degli oli botanici. Un olio esposto alla luce perde progressivamente le proprietà per cui è stato scelto, e in una formula priva di conservanti la protezione del contenitore diventa parte integrante della conservazione.

Le scatole esterne sono certificate FSC e stampate localmente con inchiostri di origine vegetale. I materiali dell’imballaggio sono riciclati o riciclabili dove le lavorazioni lo consentono, e riutilizzati quando è possibile farlo.

Che cosa certifica una certificazione

Le dichiarazioni di sostenibilità sono diventate abbondanti, e questo le ha rese difficili da valutare. Vale la pena essere precisi su cosa verifica ciascun ente.

Soil Association Cosmos Organic è lo standard che certifica l’origine biologica degli ingredienti e i processi di trasformazione ammessi. La verifica riguarda l’intera filiera, dalla coltivazione alla formulazione finale, ed è soggetta a controlli periodici.

Leaping Bunny, il programma di Cruelty Free International, richiede standard che vanno oltre gli obblighi di legge in materia di sperimentazione animale, estendendosi alla catena di fornitura e non solo al prodotto finito. Tutti i prodotti a marchio Inlight sono approvati sotto questo programma. I prodotti sono adatti a un’alimentazione vegetariana.

Positive Luxury valuta le aziende del settore lusso rispetto a criteri ambientali e sociali, con un rinnovo periodico che impone il mantenimento degli standard nel tempo.

A questo si affiancano scelte che riguardano l’attività quotidiana. Gli ambienti di produzione funzionano interamente con energia proveniente da fonti rinnovabili. Le emissioni residue vengono compensate attraverso Ecologi. La collaborazione con Cornwall Wildlife Trust sostiene la tutela della biodiversità nel territorio in cui i prodotti nascono.

Quello che resta sulla pelle

Tutto questo, alla fine, si riduce a una cosa sola: quello che si appoggia sulla pelle la sera, dopo una giornata all’aperto, è una miscela di oli vegetali biologici e nient’altro.

Non c’è nulla che debba proteggere la formula da sé stessa, perché la formula non ne ha bisogno. C’è il tempo che è servito a prepararla, e c’è il gesto di poche gocce scaldate tra le mani.

È un modo di intendere il lusso che ha meno a che fare con l’abbondanza e più con la precisione.

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